Il paese e la sua storia
Filetto è una frazione del Comune dell’Aquila sita a 1000 metri di altitudine, distante circa 18 km dalla città capoluogo. Il paese, che conta all’incirca 200 residenti, e il suo territorio, posto alle falde del Gran Sasso e per gran parte compreso nell’omonimo Parco Nazionale, costituiscono una realtà da conoscere e scoprire per i valori storici e ambientali che la caratterizzano. Le montagne, i pianori d’altitudine, le fonti, le grotte, utilizzate un tempo come ricoveri pastorali, le chiese sono tra le numerose attrattive di un territorio in passato strettamente legato a una secolare pratica agro-pastorale, che appare oggi particolarmente vocato a soddisfare le esigenze di un turismo interessato alla scoperta della natura e della storia: un turismo rispettoso dell’ambiente, legato all’escursionismo di media e alta montagna e alla ricerca di un ambiente di vita e soggiorno alternativo alla città e ai suoi ritmi.

La storia




Il primo documento in cui compare il nome del paese è ilChronicon Farfense, degli anni 1107-1119: nel passo dove si elencano i beni del convento di S. Maria d’Acuziano presso il Comitato di Forcona viene nominato il “gualdum de Felecto”, il castello di Filetto.
Felecta è chiamato questo castello nel documento normanno del 1173, tradotto nel Settecento dallo studioso aquilano Anton Ludovico Antinori, nel quale si dice che Rainaldo di Buonomo e altri suoi familiari avevano dei beni feudali in Forcona presso Filetto. Il castello di Filetto è anche indicato in un breve del 1188 di papa Clemente III al vescovo di Forcona Odorisio, trascritto ancora dall’Antinori.
Come tanti altri centri della vallata anche il castello di Filetto, a metà del XIII secolo, partecipò alla fondazione della città dell’Aquila e fece parte del contado di questa città, fino alla rifeudalizzazione spagnola del 1529. Il capitano spagnolo Alonso Zunica, cui fu concessa la signoria feudale di Filetto, fece costruire un fortilizio nella parte alta dell’abitato, di cui oggi non rimane altro che il toponimo “il castello”. Dalla seconda metà del Seicento in poi Filetto fu feudo della famiglia romana Caffarelli nell’ambito del Ducato di Assergi.
La strage nazista
La storia recente del paese è caratterizzata da un tragico episodio della seconda guerra mondiale. Lo ricordano all’ingresso del paese una stele, realizzata nel 1947 con il contributo degli emigrati, e un monumento, opera dello scultore Marino Di Prospero, inaugurato nel 1987.
Il 7 giugno 1944, negli ultimi giorni dell’occupazione tedesca, soldati della 114^Jagerdivision di stanza a Filetto, in procinto di ritirarsi verso Paganica, furono attaccati da un gruppo di partigiani della “Banda Di Vincenzo”. Lo scontro a fuoco provocò la morte di tre partigiani e di due soldati tedeschi. Come temuto dalla popolazione, l’azione scatenò la rappresaglia, che fu eseguita, su ordine del maggiore generale Hans Boelsen, dal capitano Matthias Defregger, comandante del battaglione trasmissioni presso la vicina Paganica. Due abitanti furono uccisi a bruciapelo, e subito dopo vennero fucilati quindici uomini fra la trentina di persone rastrellate. I corpi delle vittime, cosparsi di benzina, e l’intero paese furono dati alle fiamme.
Per questo eccidio il capitano Matthias Defregger, divenuto nel dopoguerra vescovo ausiliario di Monaco, fu sottoposto a vari procedimenti giudiziari, conclusisi tutti con l’archiviazione. Nel 1969 il regista Osvaldo Civirani girò un film, ispirato a questo tragico episodio, intitolandolo significativamente “Quel giorno Dio non c’era”.
Oggi, con spirito di riconciliazione, delegazioni di Filetto e di Pöcking, la città bavarese d’origine del criminale di guerra Defregger, sono alternativamente ospiti le une delle altre durante il periodo estivo, nell’ipotesi e con la speranza di un prossimo gemellaggio.
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La strage nazista




Filetto, 7 giugno 2024, cerimonia di commemorazione delle vittime dell’eccidio, con la partecipazione di una delegazione della città di Pöcking, guidata dal borgomastro (foto Felecta – Il Moro).
Una pagina del quotidiano bavarese “Münchner Merkur”, in data lunedì 10 giugno 2024, che riporta un articolo sulla cerimonia svoltasi a Filetto il 7 del mese.



















